Alcara Li Fusi, 17 maggio 1860: rivoluzione e sangue sui Nebrodi

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Filed Under (Eventi, Luoghi dell'abitare) by Antonino Teramo on 18-07-2010

Sbarco dei Mille a Marsala (credits Regione Sicilia)

A volte capita di imbattersi in fatti poco conosciuti, approfonditi soltanto da pochi studiosi, eventi a volte anche tragici che vengono riproposti attraverso l’opera di alcuni scrittori che riportano in vita personaggi, sentimenti e situazioni. E’ il caso di alcuni fatti avvenuti nel paesino di Alcara Li Fusi a partire dal 17 maggio 1860, proprio a qualche giorno dall’inizio dell’epopea garibaldina in Sicilia. Anche nel caso dei fatti di Alcara c’è stato uno scrittore, Vincenzo Consolo, che con la sua penna ha contribuito a ricostruire quei momenti, facendo rivivere ai lettori le aspettative, le necessità e i sentimenti degli innocenti che  furono strumentalmente immolati in quei tragici giorni di centocinquanta anni fa.

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I Nebrodi e il loro territorio. Proposte per una fruizione sportiva

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Filed Under (Luoghi dell'abitare) by Pino Ragusa on 18-07-2010

Un possibile percorso sui Nebrodi
 
Si può certamente considerare un  privilegio quello di vivere in un'area geografica incantevole, quasi paradisiaca, come quella dei Nebrodi. Un vasto territorio montano di incomparabile bellezza, coperto da boschi lussureggianti, solcato da innumerevoli corsi d’acqua di piccola e media grandezza, a dispetto di una terra arida e tristemente nota per la sua siccità. Uno spazio ricco di specie floristiche e vegetative che offrono generosamente riparo ad un patrimonio faunistico davvero abbondante e vario.
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I Nebrodi tra naturalismo e religiosità. La cavalcata in onore di S. Calogero a Cesarò.

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Filed Under (Eventi, Luoghi dell'abitare, Miti, linguaggi) by Pino Campo on 18-07-2010

 
Come ogni anno, ormai da sei edizioni, l’ultima domenica di giugno  si  svolge la tradizionale cavalcata in onore del santo Patrono di Cesarò, san Calogero. Dopo la  festa, il 18 dello stesso mese, la devozione dei cesaresi si nutre di questa ulteriore manifestazione di affetto verso il proprio Patrono.
Nel 2005, per  iniziativa di alcuni giovani cavalieri di Cesarò, si è voluto ripercorrere la strada che è stata testimone del transito delle reliquie del Santo, trasportate sul dorso di una mula. La mula era guidata da un pastore il quale, in occasione del trasferimento delle spoglie mortali di san Calogero, (probabilmente da Sciacca verso il monastero di S. Filippo di Fragalà, nei pressi di Frazzanò) ne sottrasse una parte e si diresse verso sud; viaggiò per i boschi di Monte Soro e, più precisamente, entrò nel territorio di Cesarò attraverso un valico di montagna, particolarmente transitato da chiunque, a quel tempo: Portella Calacudera. Read the rest of this entry »
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“Il giardino di casa”. Percorsi narrativi sui sentieri dei Nebrodi

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Filed Under (Luoghi dell'abitare, Miti, linguaggi, Persone) by Gaetano Barbagallo on 24-06-2010

 

Il giardino di casa (frammenti edizioni, 2010), opera prima dell'esordiente Pino Campo, si affaccia prepotentemente sulla scena della narrazione come un romanzo dal fitto intreccio e dall'efficace trama di fondo. Con un linguaggio semplice, senza artifici linguistici o retorici e attraverso una corretta formulazione ed esposizione graduale dei fatti, ad opera del personaggio principale, tale Pitrinu Nasca, il lettore sorvola, ad ampi tratti, una storia dal retrogusto finemente camilleriano (senza cadere però nella trappola dell'imitazione pedissequa). Read the rest of this entry »

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Scatti di “pazzità”, effetti di “bassa marea”. A proposito di due recenti raccolte

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Filed Under (Luoghi dell'abitare, Miti, linguaggi) by Francesco Gusmano on 22-06-2010

Pazzità

Si diceva che tutto fosse successo ai tempi dell’infanzia. La madre di Angelo era Teresona Succhiacucuzze, una buttanissima buttana conosciuta sino alle pendici dei Nebrodi.

Così, secondo una leggenda cresciuta, di casa in casa, tra “buttigghiuna” di vino e piatti di pastasciutta, ebbe inizio la storia di Anciluzzu ‘u sceccu, cui era toccata la ventura di nascere, diciamo, difettoso: senza collo, con la testa direttamente attaccata al busto e, quasi per effetto di compensazione, con una smisurata propaggine nelle regioni intime. Laddove, sopra, c’era una rientranza, cresceva, sotto, una deliberata sporgenza. Da qui l’epiteto ‘u sceccu. Read the rest of this entry »

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