Pagine di informazione culturale

Palio di Cesarò: XVIII edizione

On 19/08/2011, in Eventi, Persone, by Gaetano Barbagallo
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Sfilata dei cavalli

La XVIII edizione del Palio di Cesarò si è svolta come di consueto, nell’ambito della programmazione estiva dei festeggiamenti del centro nebroideo. L’evento, coinvolgente per la popolazione locale e non, vede infatti la partecipazione di tutti gli amanti del mondo equestre. Dopo il raduno presso la villa Aldo Moro, cavalli e cavalieri hanno raggiunto l’ippodromo comunale, sfilando lungo le vie del paese per la gioia dei curiosi presenti. Continue reading »

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Capizzi 1943: cronache di un massacro

On 19/07/2011, in Eventi, Persone, by Antonino Teramo
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A.N. GARLAND  H. McGAW SMYTH M.BLUMENSON,  United States Army in World War II - Mediterranean Theater of Operations Sicily and the Surrender of Italy, Center of Military History United States Army, Washington D.C., 1993 pag.330

Nel 1960, alla proiezione del film La ciociara diretto da Vittorio de Sica e ispirato dall’omonimo romanzo di Moravia, il pubblico rimase turbato dalla scena in cui la protagonista, interpretata da Sofia Loren, e la figlia venivano stuprate da soldati marocchini al seguito degli alleati. Si trattava purtroppo di uno spaccato realista dell’Italia del 1943, quando a margine dell’avanzata Anglo-americana,  già carica del dramma della guerra, si verificarono una serie di fatti di estrema violenza a danno della popolazione civile. Comunemente si ritiene che queste violenze siano scoppiate dopo il 14 maggio del 1944 subito dopo la battaglia di Montecassino, quando in effetti il fenomeno divenne di una tale diffusione che la gestione divenne problematica tanto da rappresentare un vero problema diplomatico per gli Alleati. Il papa Pio XII informato, chiese ed ottenne dal presidente degli Sati Uniti Roosevelt e da de Gaulle che addirittura i soldati marocchini venissero allontanati dall’Italia. Sebbene questi fatti avessero segnato in modo indelebile la memoria della popolazione, e nonostante nel dopoguerra si sentisse l’eco di qualche voce che si sollevava dal mondo politico[1], non fu mai resa giustizia alle vittime ed alla verità dei fatti. Continue reading »

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Scritto nel luglio dell’80, questo breve testo di Sciascia affronta, con quella semplicità che sempre in lui è espressione di profondità, un tema ben presente nella cultura siciliana, quello legato alla questione, fondamentale, dell’identità. Chi è il siciliano? Quali sono i suoi tratti peculiari e decisivi? Letteratura e antropologia culturale hanno dato alcune risposte, che si possono ricondurre a due direttrici fondamentali. Da un lato, il siciliano e la sicilianità vengono spiegati in relazione alla costituzione dello spazio fisico, alle caratteristiche ambientali viste talvolta, al limite, come fattori deterministicamente assoluti. Niente rappresenta questo punto di vista meglio delle cupe considerazioni del principe Don Fabrizio Salina, cui Sciascia fa riferimento in questo suo articolo. Continue reading »

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Chiesa S. Calogero e Scuola Elementare "F.Crispi"

Abbastanza nota la storia del convento di S. Francesco di Cesarò. Perlomeno in alcune delle sue fasi.  Sappiamo, ad esempio, del momento della sua fondazione. Francesco Schifani, nella sua ormai classica monografia su Cesarò, ne offre un ampio squarcio pubblicando, in appendice (pp. 156-159), proprio l’atto di fondazione, avvenuta nel 1621. Il Convento in realtà preesisteva a quella data, da “molti anni” si dice nell’atto. Esso era ubicato nella zona nord del paese, in una località poi denominata, non a caso, “Vigna Monaci”. Lì vi era la Chiesa di S. Rocco, alla quale il Convento era verosimilmente addossato. Voluto dai francescani siciliani era stato poi soppresso per la mancanza di sostentamenti.

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Maternità come splendore; maternità come terrore. Intorno a questo enigmatico innesto anfibologico si svolge la delicata tramatura di Aroma di Caffè, silloge di racconti brevi della scrittrice siciliana Marianna Fascetto. L’universo femminile è una dimensione che tutto comprende. Al suo interno cresce brulicante, rigogliosa, crudele la vita. Nella sequenza che via via si dipana energiche figure di madri si stagliano sulla scena. Madri coraggio, madri fanciulle, eroine del quotidiano, custodi gelose del proprio cosmo di affetti. Che difendono con ogni mezzo, fino al limite estremo della vita. Nonna Angela – una cinquantenne “gagliarda e vigorosa” – decide di partire per “Novaiorche” in cerca di lavoro, per tentare di strappare alla miseria la sua famiglia (una lunga sfilza di figlie femmine, ed un marito poco avvezzo alle fatiche). Il suo sacrificio diventerà emblema perenne, figurazione simbolica della dedizione e dell’annullamento oltre ogni limite. Cecilia resta, ancor giovane, senza marito. È costretta a crescere i propri figli con le sue sole forze. Lo farà senza risparmiarsi, svuotando il proprio essere, tanto da apparire, a soli trent’anni, già vecchia. Ma i suoi figli avranno sempre addosso la luce calda che promana dagli occhi cerulei della propria madre. Teresa perde, nella grande guerra, il suo giovane sposo. Ancorché adolescente, dedica tutta la sua vita alle figlie, proteggendole sempre dalle “intemperie della vita”. Di lei resterà poco più che il nome, e un volto che nessuno ricorda. Così come, del marito, rimane soltanto un nome, scritto sulla lapide del monumento ai caduti nella piazza del paese.

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