La Fame di Camilla: l’indie rock sui Nebrodi

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Filed Under (Eventi, Miti, linguaggi) by Redazione on 16-08-2010

Si è chiusa a Cesarò, l'ultima tappa del tour Buio e Luce de La Fame di Camilla, gruppo italo – albanese dalle sonorità indie – pop rock. L'evento, all'interno dell'Estate Cesarese, ha destato l'interesse  di curiosi e fans provenienti dai paesi limitrofi. 

La serata si è svolta presso Villa Aldo Moro, numerosi i gruppi di ragazzi accorsi per assistere alla tappa gratuita del gruppo. Read the rest of this entry »

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I Nebrodi e il loro territorio. Proposte per una fruizione sportiva

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Filed Under (Luoghi dell'abitare) by Pino Ragusa on 18-07-2010

Un possibile percorso sui Nebrodi
 
Si può certamente considerare un  privilegio quello di vivere in un'area geografica incantevole, quasi paradisiaca, come quella dei Nebrodi. Un vasto territorio montano di incomparabile bellezza, coperto da boschi lussureggianti, solcato da innumerevoli corsi d’acqua di piccola e media grandezza, a dispetto di una terra arida e tristemente nota per la sua siccità. Uno spazio ricco di specie floristiche e vegetative che offrono generosamente riparo ad un patrimonio faunistico davvero abbondante e vario.
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I Nebrodi tra naturalismo e religiosità. La cavalcata in onore di S. Calogero a Cesarò.

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Filed Under (Eventi, Luoghi dell'abitare, Miti, linguaggi) by Pino Campo on 18-07-2010

 
Come ogni anno, ormai da sei edizioni, l’ultima domenica di giugno  si  svolge la tradizionale cavalcata in onore del santo Patrono di Cesarò, san Calogero. Dopo la  festa, il 18 dello stesso mese, la devozione dei cesaresi si nutre di questa ulteriore manifestazione di affetto verso il proprio Patrono.
Nel 2005, per  iniziativa di alcuni giovani cavalieri di Cesarò, si è voluto ripercorrere la strada che è stata testimone del transito delle reliquie del Santo, trasportate sul dorso di una mula. La mula era guidata da un pastore il quale, in occasione del trasferimento delle spoglie mortali di san Calogero, (probabilmente da Sciacca verso il monastero di S. Filippo di Fragalà, nei pressi di Frazzanò) ne sottrasse una parte e si diresse verso sud; viaggiò per i boschi di Monte Soro e, più precisamente, entrò nel territorio di Cesarò attraverso un valico di montagna, particolarmente transitato da chiunque, a quel tempo: Portella Calacudera. Read the rest of this entry »
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Bullismo ? No, grazie. Il cinema indipendente come proposta educativa

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Filed Under (Eventi) by Francesco Gusmano on 16-05-2010

Il cinema come nuova paidèia. L’educazione alle immagini vista come il grado zero di ogni processo educativo. In una realtà eminentemente visiva, come la nostra, saper “leggere” i flussi che, giorno dopo giorno, attraversano il mondo della vita è condizione assolutamente preliminare – nel senso, proprio, del pre-limen, di ciò che sta prima il campo-confine della semiosi. Abituare all’uso di meccanismi di decodificazione, in special modo nell’età della formazione delle principali strutture cognitivo-emozionali, è, potremmo dire, pedagogicamente essenziale. Read the rest of this entry »

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Le radici storiche dell’economia. Un profilo intellettuale di Antonio Petino

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Filed Under (Persone) by Francesco Gusmano on 16-03-2010

Antonio Petino, Professore Emerito dell'Università degli Studi di Catania

Di Antonio Petino, studioso, storico dell’economia, si può dire quello che Delio Cantimori scrisse di Marino Berengo: “storico tutto calato nelle cose”. Definizione, questa, volta principalmente a significare la misura e la sobrietà di un approccio metodologico essenzialmente proteso verso una realistica comprensione dei fenomeni e, perciò stesso,  attento nel fronteggiare, e contenere, ogni possibile forma di abuso teoretico-ideologico.

Non è del resto un caso se, nello stratificato panorama della storiografia novecentesca, la figura di Petino vada a collocarsi  in un contesto ben definito, all’interno della cosiddetta “Scuola economico-giuridica”. Una scuola che potremmo, più generalmente, definire “realista”, per la sua capacità di attenersi rigorosamente al dato fenomenico di fondo, senza nulla concedere a ideologici schematismi storico-politici, ma senza al tempo stesso scivolare verso una – altrettanto ideologica  – mera idolatria dei “fatti”, di chiara ascendenza positivistico-rankiana.

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