Sui Nebrodi, tra storia e mito. Nota su “Marta d’Elicona” di Melo Freni

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Filed Under (Luoghi dell'abitare, Miti, linguaggi, Persone) by Francesco Gusmano on 15-10-2009

Megalito dell'Orante

Megalito dell’Orante

Piccole storie di una famiglia di pastori, recita la rubrica del primo “quadro” del racconto.  L’Argimoscu, altopiano dell’Elicona, sui Nebrodi, lo scenario di queste storie. La famiglia Sprina – Gregoriu e Giuanna; e i figli Maria, Maddalena, Marta e Gaetano – la protagonista, il centro narrativo. Tra le suggestioni mitiche e ancestrali del luogo magico dei Megaliti la vita dei pastori scorre con semplicità. I gesti quotidiani, che si ripetono da  tempo incalcolabile, sembrano rimandare ad una condizione di armonia-equilibrio del mondo umano col mondo naturale:

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Simbolo, ambiente, paesaggio. L’eolico e la riscrittura

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Filed Under (Luoghi dell'abitare, Miti, linguaggi) by Francesco Gusmano on 15-04-2009


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Si parla, già da qualche anno, di eolico sui Nebrodi. A prescindere da valutazioni tecniche, studi di fattibilità, analisi costi- benefici (una sintesi efficace si può leggere qui), quella che si vuol proporre è una riflessione di carattere più generale, un tentativo di collocare la questione altrove – luogo non-luogo, dimensione non euclidea. Né l’approccio economico-ingegneristico né quello bio-naturalistico né lo stesso ambientalismo – troppo spesso soggetto a fenomeni di marcata ideologizzazione – sono in grado di tener conto di un aspetto essenziale ancorché posto in zona marginale. Oscurato, trascurato. In tutte queste forme di accostamento al problema manca l’attenzione verso una questione/aspetto centrale, decisiva: cioè a dire verso il fenomeno della simbolicità spaziale. E non tanto per disattenzione o insipienza, ma per ragioni più profonde. In un certo senso, potremmo dire, “preliminari” (soglia, confine, limite). Ragioni di estraneità semantica. Limiti di vocabolario. Read the rest of this entry »

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Figure dell’identità collettiva:il cantastorie in Sicilia

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Filed Under (Persone) by Francesco Gusmano on 15-03-2009


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Turiddu Bella e Orazio Strano (foto www.cstb.it)


Forse discendenti dagli antichi rapsòdi, i “cucitori” di canti epici dell’antica Grecia, i cantastorie rappresentano di certo uno dei tratti più tipici della cultura isolana. Non v’era piazza o angolo di paese in cui non risuonasse, almeno una volta nel corso dell’anno, la voce chiara e potente di questo eroico cantore, capace di riunire attorno a sé un’affollata torma di coppole e visi bruni. Curiosi, estatici, ammutoliti plaudivano alle storie rievocate, fossero le gesta, ardimentose ed eroiche, d’un leggendario bandito o si trattasse invece  dei turgidi e truculenti amori di una bella fanciulla mediterranea contesa da due focosi e irrefrenabili amanti.

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