- Megalito dell’Orante
Piccole storie di una famiglia di pastori, recita la rubrica del primo “quadro” del racconto. L’Argimoscu, altopiano dell’Elicona, sui Nebrodi, lo scenario di queste storie. La famiglia Sprina – Gregoriu e Giuanna; e i figli Maria, Maddalena, Marta e Gaetano – la protagonista, il centro narrativo. Tra le suggestioni mitiche e ancestrali del luogo magico dei Megaliti la vita dei pastori scorre con semplicità. I gesti quotidiani, che si ripetono da tempo incalcolabile, sembrano rimandare ad una condizione di armonia-equilibrio del mondo umano col mondo naturale:
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Si parla, già da qualche anno, di eolico sui Nebrodi. A prescindere da valutazioni tecniche, studi di fattibilità, analisi costi- benefici (una sintesi efficace si può leggere qui), quella che si vuol proporre è una riflessione di carattere più generale, un tentativo di collocare la questione altrove – luogo non-luogo, dimensione non euclidea. Né l’approccio economico-ingegneristico né quello bio-naturalistico né lo stesso ambientalismo – troppo spesso soggetto a fenomeni di marcata ideologizzazione – sono in grado di tener conto di un aspetto essenziale ancorché posto in zona marginale. Oscurato, trascurato. In tutte queste forme di accostamento al problema manca l’attenzione verso una questione/aspetto centrale, decisiva: cioè a dire verso il fenomeno della simbolicità spaziale. E non tanto per disattenzione o insipienza, ma per ragioni più profonde. In un certo senso, potremmo dire, “preliminari” (soglia, confine, limite). Ragioni di estraneità semantica. Limiti di vocabolario. Read the rest of this entry »
Filed Under (Persone) by Francesco Gusmano on 15-03-2009

Turiddu Bella e Orazio Strano (foto www.cstb.it)
Forse discendenti dagli antichi rapsòdi, i “cucitori” di canti epici dell’antica Grecia, i cantastorie rappresentano di certo uno dei tratti più tipici della cultura isolana. Non v’era piazza o angolo di paese in cui non risuonasse, almeno una volta nel corso dell’anno, la voce chiara e potente di questo eroico cantore, capace di riunire attorno a sé un’affollata torma di coppole e visi bruni. Curiosi, estatici, ammutoliti plaudivano alle storie rievocate, fossero le gesta, ardimentose ed eroiche, d’un leggendario bandito o si trattasse invece dei turgidi e truculenti amori di una bella fanciulla mediterranea contesa da due focosi e irrefrenabili amanti.
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